Beyond precious… e oltre

2013-11-05 cartier

Una fuga, letterale, a Parigi per acciuffare al volo qualche frammento di questa grande operazione culturale  Circuit Bijouxpromossa da Ateliers D’Art de France, praticamente un miraggio rispetto agli organismi omologhi italiani… (hanno pure l’app ). Così, per respirare, per fissare nella mente un mood che da anni ho alimentato solo grazie a veleggiate virtuali.

Un po’ stordita dalla grandeur, dal traffico nella pioggia, da un fiume metropolitano di binari e di passi, e qualche clic instantaneo per la citazione social la giornata si è disciolta come una pasticca effervescente, rapidissima.. giusto il tempo di sorvolare il Musée d’Arts Décoratifs (Dans la ligne de mire è la mostra-installazione sul gioiello contemporaneo… io la devo ancora approfondire e digerire… qui ne parla Valeria Accornero) con relativo pellegrinaggio al bookshop 107Rivoli . Là son rimasti, e davvero non so come ho fatto, nel loro carosello di colori e lucide armonie anelli, bracciali e stoviglie di Gaetano Pesce – in ottima compagnia a tanto altro design italiano … e oltre…

e oltre il prezioso au-delà du précieux, beyond precious 

ognuno di noi ha il proprio pensiero in merito all’idea di prezioso, pregiato, di grande valore fin inestimabile… per me lo è stata questa giornata parigina, ancor più dopo aver scoperto l’ “oltre” raccontato alla galleria di Hélène Aziza, ospite raffinata e determinata a proporre artisti, storie, legami culturali. Mi passa sotto gli occhi una declinazione del gioiello contemporaneo che è già storia e però atterra nel presente. Espongono una selezione di opere Peter Chang, Liana Pattihis, Adam Paxon, Mah Rana, Mark Woods, Bettina Dittlmann, Mirjam Hiller, Daniel Kruger, Dorothea Prühl, Bettina Speckner, David Bielander, Otto Künzli, Alla Malova Guy, Bernard Schobinger, Verena Sieber Fuchs.  Artisti dalla Gran Bretagna, dalla Germania e dalla Svizzera. Il progetto ha avuto una prima parte con una numerosa presenza dall’Australia e Nuova Zelanda (Robert Baines, Helen Britton, Simon Cottrell, Warwick Freeman e tanti altri. Beyond precious, beyond the oceans), per terminare, il mese prossimo,  con la terza mostra, una contaminazione temporale tra gioiello etnico antico e autori contemporanei da Finlandia e Olanda (da scoprire a dicembre, Beyond precious, beyond time). [descrizione di tutti i pezzi esposti sul sito della galleria]

Modernariato per gli arredi che scaldano il particolarissimo ambiente della galleria-studio su tre livelli: come a segnare un progressivo approfondimento nella ricerca del lavoro degli artisti, la discesa al livello successivo è un cammino intimo e reale verso le espressioni più intense degli autori presentati. Accompagnano poi come pietre miliari su ogni piano di esposizione dei gioielli, le boites di Agathe Lampert, ceramiche potenti nel loro contrasto tra terre grezze e smalti violentemente accesi dai loro fuochi di cottura. E l’armonia degli opposti non finisce qui.

In spazi leggermente defilati rispetto al cuore dei lavori esposti, proprio per non lasciar tregua emotiva a chi guarda, si accendono foto di un posato dietro le quinte che il fotografo Gérard Uféras ha reso poesia “preziosa” dietro le passerelle di Dior. Una visita preziosa segnata dall’equilibrio di tutte queste componenti, presentato con estrema naturalezza da Hélène Aziza e, per la selezione dei gioielli, da Diana Morgan e Florence Kohler.

La nota di equilibrio che più mi ha colpito, e che mi fa riflettere sulla sua centralità come elemento di valore per tutti gli autori è stata la presenza del colore generato in tutte le possibili rappresentazioni materiali e presente nella fisicità degli ambienti, nei toni alternati, di chiaroscuro mai piatto e per contro illuminato da tagli di colore generato in modo totalmente diverso. Le ceramiche, i cristalli acrilici di Paxon, le catene e gli smalti di Liana Pattihis, i magici volumi traforati di Mirjam Hiller…   toni e intensità dei colori sono probabilmente uno degli strumenti per affermare quel valore, quell’ oltre-prezioso espresso nel lavoro e nell’interpretazione di ognuno di loro.

à bientôt

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